Ormai è rito raccontarsi i weekend e in effetti anche del mio ho qualcosa che vorrei farvi conoscere, una storia che ho appreso durante la lunga attesa per la cena al Circolo dei pescatori di Cervia.
Il posto dove l'ho ascoltata già di suo merita, se non un racconto, almeno una digressione! E'il più classico dei circoli sociali romagnoli, anche se si presenta niente affatto male...insomma, meglio dell'Arci Bellezza di Milano, per capirci. Impossibile prenotare: si va lì, si attende il turno per i tavoli disponibili per la cena (non tutti perché una parte è destinata all'associazione) e frattanto ti servono da bere a fiumi mentre la "solita" orchestra romagnola satura l'aria dei motivi più o meno celebri della tradizione locale, con qualche deviazione verso il rock e lo swing ;-)
Il menù prevede 5 piatti e...ehm, ehm...io li ho ordinati praticamente tutti: unica al tavolo a mangiare antipasti (pesce azzurro marinato, cozze e vongole, polpette di pesce), un primo (sedanini alla pescatora - l'alternativa è il risotto) e il secondo (fritto - l'alternativa è la grigliata), sotto lo sguardo stupefatto e ammirato dei vitelloni locali che, mentre succhiavo le teste delle cicale, confessavano di aver paura a stare seduti vicino a me per timore che il piatto di portata non arrivasse fino alla loro postazione ;-)
L' anima romagnola moderna si divide tra la mondanità delle notti, luccicanti e piene di sfarzo griffato e siliconico, e le tradizioni non ancora morte; tant'è che a raccontarmi dello Sposalizio di Cervia con il mare sono proprio i fustacchioni locali, gli stessi che candidamente ci avevano narrato delle sofisticate tecniche di acchiappo affinate negli anni di caccia professionale sulla riviera e non solo :-)La storia è semplice e stamane sono pigra, quindi la sintetizzo malamente, tanto ai link con cui ho farcito il post la trovate tutta.
Ogni anno, il giorno dell'Ascensione, Cervia rinnova la sua unione con il mar Adriatico attraverso un rito a cui partecipa il Vescovo insieme a un nutrito gruppo di ragazzotti locali (mi viene da chiamarli cerviotti, ma sono cervesi). Il vescovo, dopo aver pronunciato le parole di rito Benedici o Signore il Mare Adriatico, in cui i cervesi e quelli che fanno affari con essi sono soliti navigare … Benedici queste acque, le navi che le solcano, i remiganti, i nocchieri, gli uomini, le merci …
getta in acqua, legata da un nastro, la fede nuziale al cui interno è inciso l'anno del "nuovo" matrimonio tra i due. Dalle barche (molte d'epoca) giunte dalle località limitrofe, si tuffano i cervesi che aspirano al recupero dell'anello, impresa che dà prestigio e porta grande fortuna al più abile e veloce. Inoltre, il fortunato potrà sposare la sua bella con lo stesso anello con cui Cervia ha rinnovato il legame con il mare.
Quello che i siti ufficiali non dicono, ma i vitelloni sì, è che i fanciulli si gettano in acqua completamente sbronzi ;-)
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lunedì 14 luglio 2008
564 matrimoni, nessun funerale
Pubblicato da
tatuanja
ore
09:55
8
commenti
foto cervia, mare, sposalizio
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